Nissan lancerà in Italia, dal prossimo autunno, Juke, un incrocio tra un’auto sportiva e una sport utility. Nissan ha investito 60m milioni di Euro per produrre la Juke e ha incrementato la forza lavoro di 1.000 persone. L’auto è lunga poco più di 4 m e ha una linea molto originale, l’arredamento dell’interno s’ispira al mondo delle due ruote, infatti, la consolle fra i sedili richiama un serbatoio motociclistico. Nissan propone Dynamic Control System, un modulo di comando centrale con display che consente di modificare le impostazioni dinamiche di guida e di regolare varie funzioni di bordo, come la climatizzazione. Nella funzioone Clima sullo schermo si legge l’impostazione della temperatura interna e i “pulsanti” corrispondono alle preferenze per il flusso dell’aria, mentre con quella Dynamic si scelgono le impostazioni di guida Normal, Sport ed Eco che influiscono sulla mappatura della farfalla, l’erogazione di coppia, i punti di innesto del cambio automatico CVT se montato, la taratura dello sterzo e il funzionamento dell’aria condizionata. Il display mostra anche dati e informazioni sul motore e la guida, ma tramite il DCS si impostano anche altri parametri dell’auto.
Juke monta il motore turbo a iniezione diretta di benzina di 1,6 litri con 190 cv, proposto in abbinamento con una nuova interpretazione della trazione integrale All Mode 4×4i. Inoltre, ha due frizioni multidisco poste sul retrotreno che non solo gestiscono il flusso della motricità tra i due assali ma anche tra le ruote posteriori al pari di un differenziale autobloccante. Le altre motorizzazioni, il turbodiesel di 1,5 litri della serie dCi da 110 cv e la rivisitazione del 1.600 a benzina che utilizza due iniettori per cilindro ed eroga 117 cv, invece, generano Juke con la sola trazione anteriore.
(Fonte: motori24.ilsole24ore.com)
Il debutto più intrigante al salone di Lipsia è quello della BMW 5 Touring, versione “familiare” della berlina recentemente rinnovata nello stile, ma anche nella meccanica. L’auto Serie 5 Touring è solo 8 mm più lunga della versione a 4 porte, ma più bassa di 13 mm (1462 mm contro 1475), soluzione che ne esalta ancora di più uno stile slanciato, col lunotto più inclinato, barre porta tutto praticamente invisibili e gruppi ottici posteriori e montanti più sottili.
Cresce la capacità di carico della BMW 5 Touring, da 520 litri a 560 litri che diventano 1.670 abbattendo il divano posteriore. E, ancora, il lunotto dell’auto è apribile separatamente oltre che arricchito della funzione che solleva in automatico il tendalino e provvede anche a riabbassarlo.
L’arrivo sul mercato dell’auto BMW 5 Touring è previsto prima dell’estate con un prezzo che non dovrebbe superare di 2.500 euro quello delle corrispondenti versioni berlina.
Da una ricerca realizzata da Acea, risulta che il Gruppo Fiat è in crescita dopo l’erogazione degli ecoincentivi, le vendite delle auto sono state chiuse con segno positivo, con un +21.9% nel mese di dicembre 2009. Un incremento progressivo che ha finito per portare Gruppo Fiat tra le poche case automobilistiche ad attraversare il 2009 con un valore positivo rispetto all’anno precedente, infatti si è registrato un +6,1% passando da 1,120,537 immatricolazioni del 2008 a 1,200,325 del 2009. All’interno del gruppo torinese si impone però una differenziazione, il marchio Fiat, escludendo gli altri brand del gruppo, vende 66,241 auto a dicembre 2009 contro le 52,799 dell’anno precedente (+25,5%) e, in tutto il 2009, 964,648 auto contro le 900,169 (+7.2%). Il gruppo torinese, nella crisi che si sta attraversando, sembra stia acquistando terreno sulle dirette concorrenti, mentre in madrepatria la Fiat insegue l’efficienza dislocando la produzione. La crescita del marchio rispecchia una strategia imprenditoriale per ora vincente, alla quale non bisogna tuttavia accompagnare immediati entusiasmi, relativi a benefici immediati sull’economia del paese.
(Fonte: auto.fanpage.it)
Autorità americane hanno deciso di avvalersi di scienziati e ingegneri della Nasa per comprendere a fondo i motivi che spingono le auto Toyota ad accelerare da sole. La casa, come è noto, ha richiamato oltre 8,5 milioni di auto con un esborso finanziario vicino ai 5 miliardi di dollari e un danno di immagine enorme, tanto più grave perché amplificato dai media.
Cosi Toyota che ha fatto della qualità globale un punto d’onore si è trovata a fronteggiare difficoltà senza precedenti. Il potente Nhtsa, ovvero l’ente federale per la sicurezza stradale, che vigila sui richiami, chiamando in casa la Nasa pare dunque voler andare oltre le dichiarazioni ufficiali di Toyota che hanno indicato nel pedale e nelle sue deformazioni in determinate condizioni di temperatura e umidità la causa dei difetti.
La cura consiste, infatti, nell’inserimento di una piastrina di metallo di vario spessore che tornerebbe a garantire la necessaria scorrevolezza dell’articolazione che agisce su un potenziometro a sua volta connesso alla centralina di gestione motore delle auto. Ed è qui che si concentrano i dubbi di molti: si teme, infatti, che sia questa intelligenza di software e di silicio a determinare l’accelerazione spontanea senza controllo come causa prima o concausa rispetto al difetto acclarato del pedale.